A fine estate, di solito si tratta degli ultimi giorni di settembre, quando sul Tirreno c’è ancora la possibilità di stare al mare e il caos delle vacanze per molti è terminato, mi regalo pochi giorni di relax ad Acquafredda. Noleggio una piccola barca a motore con il mio amico Andrea per la raccolta dei ricci. Confermo che è molto semplice pescarli il difficile è ovviamente privarli delle spine ed essere attenti alla scelta delle femmine, perché sono loro che hanno le squisite uova che con il loro colore dorato, regalano quel sapore unico. Ottimo. Particolare e di mare al re della pasta: lo spaghetto. In tarda mattinata, in barca avevo portato le mie casse portatili per l’ipod e mentre l’aria era ancora frizzante e il mare era limpido e calmo, il primo brano che abbiamo ascoltato in shuffle è stato Get It On dei T. Rex. La piccola costa Lucana che si affaccia sul Tirreno, è di rara bellezza, si tratta di un unico lembo di terra variegato e frastagliato, si alternano piccole spiagge, alcune insenature, delle isolette, molti scogli e suggestive grotte dove la trasparenza dell’acqua marina rende più facile la nostra pesca dei ricci. La femmina è riconoscibile per i suoi colori che variano dal marrone quasi rosso al viola, il maschio è di un nero intenso. Con un pizzico di fortuna si possono portare in cucina un bel po’ di ricci e dopo un’accurata pulizia e usando molta cautela nell’aprirli, raccolgo le uova, si tratta di quei tipici spicchi arancioni disposti a raggiera, che sistemo in una “bastardella” le emulsiono con un filo d’olio a crudo. Occhio e precauzione per qualche aculeo che può scivolare all’interno! Faccio bollire l’acqua per gli spaghetti, aggiungo del sale grosso e taglio del prezzemolo fresco mentre sull’ipod gira Rocks dei Primal Scream. Dopo aver scolato la pasta rigorosamente al dente, vado a mantecarla con un po’ di acqua di cottura insieme alle uova. Per legare al meglio gli ingredienti mescolo energicamente e infine una spolverata di prezzemolo fresco. Si tratta di un piatto semplice, eppure a me racconta l’intenso amore per il mare, che premia dopo aver faticato come in una conquista, con un gusto intenso, prezioso… quasi segreto che sprigiona un’assoluta estasi. Un bianco ben freddo nel bicchiere e The Sea of You dei Flabby, in ascolto.